Azioni subordinate

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Nel linguaggio comune circola spesso il termine azioni subordinate, ma nelle normative e nei prospetti questa etichetta non esiste. Gli strumenti a cui ci si riferisce sono tipicamente le obbligazioni subordinate – in particolare le Additional Tier 1 (AT1), note anche come CoCo – che presentano caratteristiche ibride e un profilo di rischio-rendimento vicino all’azionario nelle fasi di stress. Comprendere cosa sono, come funzionano e quando possono essere adatte è essenziale per chi investe in reddito fisso e segue il capitale bancario.

Che cosa si intende davvero per “azioni subordinate”

Nel contesto europeo, le banche emettono strumenti di capitale e di debito che assorbono le perdite in ordine gerarchico. Le azioni ordinarie sono le più junior, poi vengono gli AT1, quindi le obbligazioni Tier 2 e infine il debito senior. Parlare di “azioni subordinate” significa dunque riferirsi impropriamente a strumenti di debito ibridi che possono subire azzeramento, conversione in azioni o sospensione delle cedole se si verificano determinate condizioni regolamentari.

Gerarchia delle perdite e quadro normativo

Dopo la crisi del 2008, le regole di Basilea III e la disciplina europea CRR-CRD hanno definito con precisione i livelli di capitale. Le autorità dell’Unione europea – SRB, BCE e EBA – hanno ribadito nel marzo 2023 che, nell’ordinaria gerarchia di assorbimento perdite, le azioni assorbono per prime, seguite dagli AT1 e poi dai Tier 2. L’episodio Credit Suisse, con azzeramento di circa 16 miliardi di franchi svizzeri di AT1 disposto da FINMA nel marzo 2023, ha rappresentato un’eccezione legata alla specifica normativa svizzera e alle clausole dei prospetti.

Come funzionano gli AT1 e le obbligazioni subordinate

Gli AT1 sono strumenti perpetui, emessi soprattutto da banche, progettati per rafforzare il capitale di migliore qualità. Pagano cedole discrezionali e possono essere richiamati dall’emittente dopo una prima data di call, tipicamente a 5 anni. Le obbligazioni Tier 2 hanno scadenze lunghe e una capacità di assorbimento perdite più remota rispetto agli AT1, ma restano subordinate rispetto al debito senior.

Cedole, call e trigger regolamentari

  • Cedole: possono essere cancellate per decisione dell’emittente o per vincoli regolamentari (ad esempio limiti MDA) senza costituire evento di default.
  • Trigger: al verificarsi di soglie di capitale prestabilite o eventi di “point of non-viability”, gli AT1 possono essere convertiti in azioni o azzerati.
  • Chiamata: la call non è garantita e la mancata call non equivale a inadempienza. Il prezzo può essere volatile in prossimità delle date di call.

Rischi, rendimento e casi reali

Il premio di rendimento di questi strumenti è il riflesso della loro capacità di assorbire perdite. Nel 2023, dopo il caso Credit Suisse, i rendimenti degli AT1 europei sono temporaneamente balzati in area a due cifre secondo dati di mercato riportati da primarie agenzie. Il mercato globale degli AT1 è stimato attorno a 250-275 miliardi di dollari, con l’Europa come area principale di emissione secondo analisi di S&P Global e Bloomberg. Il profilo di rischio resta elevato e idiosincratico, legato alla qualità dell’emittente e al quadro regolamentare.

Il contesto patrimoniale delle banche europee ha comunque mostrato resilienza: i rapporti CET1 medi dell’area UE si attestano intorno alla fascia del 15 percento nel 2023-2024 secondo l’EBA Risk Dashboard, ben al di sopra dei requisiti minimi. Dati di questo tipo aiutano a valutare chi emette e perché gli strumenti subordinati possono essere sostenibili nei diversi cicli di mercato.

Aspetti fiscali e profilo dell’investitore

Per un investitore retail italiano, le cedole e le plusvalenze su obbligazioni subordinate sono in genere soggette a imposta del 26 percento. Gli AT1 sono classificati come prodotti complessi dalle autorità europee, con test di appropriatezza e di conoscenza richiesti dagli intermediari. La liquidità può essere meno profonda rispetto al debito senior, con spread denaro-lettera più ampi nelle fasi turbolente.

Checklist operativa prima di investire

  • Verificare rating dell’emittente, livelli di CET1 e buffer MDA.
  • Leggere il prospetto per comprendere trigger, loss absorption e clausole di call.
  • Valutare la struttura della cedola (fissa, reset, step-up) e la sensibilità ai tassi.
  • Considerare la posizione in capitale nella gerarchia di bail-in rispetto ad altre emissioni della stessa banca.
  • Stimare la liquidità del titolo e la coerenza con l’orizzonte temporale personale.

Punti chiave da ricordare

Parlare di “azioni subordinate” significa, nella pratica, riferirsi a obbligazioni ibride – soprattutto AT1 – nate per rafforzare il capitale bancario. Offrono rendimenti più alti in cambio di rischi specifici: cedole cancellabili, conversione o azzeramento, sensibilità al ciclo e agli eventi regolamentari. Le esperienze di mercato del 2023 hanno mostrato che il quadro legale conta quanto i fondamentali dell’emittente, e che la gerarchia di assorbimento perdite può seguire percorsi diversi a seconda della giurisdizione.

Un approccio informato richiede analisi del merito di credito, comprensione delle clausole contrattuali e consapevolezza fiscale. Per i portafogli orientati al reddito con tolleranza al rischio elevata e orizzonte lungo, gli strumenti subordinati possono svolgere un ruolo tattico o strategico. Per tutti gli altri, la prudenza passa dall’evitare scorciatoie terminologiche: più che “azioni subordinate”, è fondamentale sapere esattamente che cosa si sta comprando, da chi e a quali condizioni.

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