Comprare obbligazioni russe è tornato tema di discussione tra investitori specializzati in mercati complessi. La guerra in Ucraina, il regime di sanzioni incrociate e le restrizioni operative su pagamenti e regolamenti hanno trasformato questo mercato in un terreno ad altissimo rischio. Chi valuta un’esposizione deve comprendere chi può operare, cosa si può acquistare, quando e dove i titoli sono scambiabili e perché i prezzi riflettano condizioni di stress prolungato.
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Panoramica e contesto
Il debito russo in valuta forte ha subito uno shock senza precedenti a partire dal 2022. La scadenza della licenza del Tesoro USA che consentiva i pagamenti sul debito sovrano il 25 maggio 2022 ha reso operativamente impossibile l’accredito dei flussi a molti detentori esteri. Pochi giorni dopo, diversi media finanziari hanno riportato il mancato pagamento su alcune cedole in valuta estera – Bloomberg il 27 giugno 2022 ha parlato del primo default esterno dalla rivoluzione del 1918. Lo stesso mese, l’ISDA Determinations Committee ha confermato un “Failure to Pay” per i CDS sul sovrano russo.
Il contesto si è complicato ulteriormente con le restrizioni sulle infrastrutture di regolamento. Euroclear e Clearstream hanno immobilizzato posizioni legate a titoli e flussi russi a seguito delle sanzioni europee, con l’NSD – la cassa di compensazione russa – sanzionata dall’UE a giugno 2022. I report di Euroclear del 2022 hanno quantificato in modo rilevante i proventi non distribuibili legati a tali immobilizzi.
Chi può effettivamente comprare oggi
Gli investitori residenti in giurisdizioni che applicano sanzioni – UE, USA, Regno Unito e altri – sono soggetti a divieti e restrizioni stringenti sulla negoziazione e sulla fornitura di servizi collegati a titoli russi. Operatività residuale è talvolta possibile solo per soggetti non sottoposti a tali regimi e tramite canali autorizzati. Le condizioni cambiano per area geografica e status dell’investitore, rendendo indispensabile un controllo legale puntuale.
Quadro normativo e sanzioni
Il perimetro regolamentare deriva da pacchetti di sanzioni varati da UE e G7 a partire da febbraio 2022. Il Consiglio dell’UE ha esteso i regolamenti 269/2014 e 833/2014 con misure che riguardano emissione, negoziazione, consulenza e infrastrutture di mercato. Sul fronte statunitense, le direttive OFAC hanno limitato i pagamenti e le interazioni con entità russe sanzionate, inclusi determinati istituti finanziari e l’infrastruttura di regolamento connessa.
Principali blocchi operativi
- Pagamenti cedolari – ostacolati o impossibili per investitori in giurisdizioni sanzionanti a causa del blocco delle catene di pagamento internazionali.
- Regolamento titoli – immobilizzi su Euroclear e Clearstream hanno impedito lo scambio e il trasferimento di proprietà di molte posizioni.
- Mercato locale – l’accesso di non residenti considerati provenienti da “paesi non amici” è stato fortemente limitato sulla Moscow Exchange, con conti “Tipo C” e restrizioni ai rimpatri.
Rischi legali e di compliance
- Violazione di sanzioni con possibili sanzioni pecuniarie e penali.
- Impossibilità di ricevere cedole o rimborsi anche se il debitore segnala di aver “pagato” in rubli o su conti segregati.
- Conflitti di legge tra normative locali e internazionali su valute di pagamento, giurisdizione dei tribunali e clausole di forza maggiore.
Mercato e valutazioni
Prima del 2022 il sovrano russo aveva in circolazione circa 40 miliardi di dollari di Eurobond. Dopo l’introduzione delle sanzioni, molti titoli in valuta forte – sia sovrani sia corporate – hanno scambiato su livelli di “distressed”. La dispersione dei prezzi è rimasta elevata per via di fattori idiosincratici: domicilio dell’emittente, canale di pagamento, banca agente, clausole contrattuali su luogo di esecuzione e valuta alternativa. Gli indici globali hanno escluso le esposizioni russe – MSCI e FTSE Russell hanno annunciato la rimozione nel marzo 2022 – con conseguente vendita forzata e calo di liquidità.
Sovrane vs corporate
- Sovrane – focus su clausole di pagamento in valuta alternativa e su eventi di default dichiarati o contestati. ISDA ha riconosciuto eventi di credito nel 2022 per strumenti di protezione.
- Corporate – alcune società con flussi in valuta estera hanno cercato canali alternativi, ma il passaggio attraverso NSD o banche sanzionate ha spesso reso i pagamenti non incassabili per investitori occidentali.
- OFZ domestiche – mercato in rubli con accesso estero limitato e vincoli su trasferimenti e rimpatri.
Liquidità e formazione prezzi
La liquidità è prevalentemente OTC e frammentata, con differenze marcate tra piazze e intermediari. Gli spread denotano costi di transazione elevati e rischio di settlement. La presenza di “buyers of last resort” è ristretta a investitori con profilo legale compatibile, orizzonte lungo e tolleranza a un’incertezza giuridica prolungata.
Cosa valutare prima di qualsiasi decisione
L’eventuale interesse ad acquistare obbligazioni russe richiede una checklist rigorosa:
- Verifica legale nella propria giurisdizione e presso l’intermediario – regolamenti UE 269/2014 e 833/2014, direttive OFAC, normative UK.
- Analisi del prospetto e delle clausole di pagamento – banca agente, valuta, luogo di esecuzione, eventi di default e rimedi.
- Rischio operativo di regolamento – disponibilità di canali consentiti e rischio di immobilizzo su depositari internazionali.
- Scenario di recupero – tempi giudiziari, possibili ristrutturazioni e valore atteso in diverse traiettorie geopolitiche.
- Impatto su portafoglio e compliance interna – limiti di concentrazione, rating ritirati dalle principali agenzie, trattamento contabile.
Il profilo rischio-rendimento è guidato più da variabili legali e geopolitiche che da fondamentali tradizionali. Per i risparmiatori europei e statunitensi, l’operatività risulta generalmente preclusa o gravemente limitata. L’argomento resta quindi di nicchia, con dinamiche proprie del credito distressed e un orizzonte temporale che potrebbe essere lungo e incerto. Fonti utili per monitorare l’evoluzione includono comunicazioni del Consiglio dell’UE, aggiornamenti OFAC, report delle infrastrutture di mercato come Euroclear e note di ISDA sugli eventi di credito.

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