Obbligazioni con maggior rendimento

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Molti investitori cercano oggi obbligazioni con maggior rendimento per difendersi dall’inflazione e accrescere il reddito di portafoglio. Dopo i rialzi dei tassi di BCE e Federal Reserve nel 2022-2023, i rendimenti obbligazionari sono tornati su livelli interessanti rispetto all’ultimo decennio, ma il premio offerto deriva da rischi specifici che vanno compresi e gestiti. L’obiettivo è individuare dove si trovano i rendimenti più alti, perché esistono e quali strumenti si adattano a diverse esigenze e orizzonti temporali.

Cosa significa “maggior rendimento” e come misurarlo

Il rendimento non è il solo coupon. La metrica chiave è il rendimento a scadenza (Yield to Maturity), che incorpora prezzo di acquisto, cedole e rimborso. In presenza di opzioni di rimborso anticipato si considera il rendimento alla prima call. Lo spread rispetto ai titoli governativi indica il premio per il rischio di credito. La duration misura la sensibilità ai tassi e incide sui movimenti di prezzo.

  • Rating e probabilità di default: maggiore rendimento spesso implica rating più basso e rischi di insolvenza più elevati.
  • Liquidità: mercati meno liquidi richiedono un extra-rendimento.
  • Valuta: esposizione a divise estere aggiunge rischio di cambio.

Dove si trovano oggi i rendimenti più elevati

Le aree con i rendimenti nominali medi più alti sono tipicamente il credito a basso rating, i sovrani dei mercati emergenti e i subordinati finanziari. Dati e statistiche vanno sempre contestualizzati al ciclo.

Obbligazioni high yield corporate

I titoli ad alto rendimento offrono premi elevati per il rischio di credito. Secondo ICE Data Indices, il rendimento a scadenza dell’ICE BofA Euro High Yield è rimasto su livelli intorno al 7% nel 2024. Moody’s ha stimato un tasso di default globale high yield attorno al 4-5% nel 2023-2024, con outlook dipendente dalla crescita e dal costo del rifinanziamento. L’uso di ETF diversificati può ridurre il rischio idiosincratico, fermo restando il rischio di mercato.

Sovrani dei mercati emergenti

I bond emergenti in valuta forte presentano rendimenti storicamente elevati per rischio paese e volatilità. L’indice J.P. Morgan EMBI Global Diversified ha offerto rendimenti nell’ordine del 7-9% nel 2023-2024, con dispersione marcata tra emittenti. Le emissioni in valuta locale aggiungono il fattore cambio, che può amplificare rendimenti e perdite. Analisi di sostenibilità del debito e riserve valutarie sono determinanti.

Subordinate bancarie e AT1

Le obbligazioni subordinate – in particolare gli Additional Tier 1 – offrono cedole elevate in cambio di rischio di assorbimento delle perdite. Dopo gli eventi del 2023, con l’azzeramento di un’emissione AT1 di Credit Suisse deciso da FINMA, il segmento ha trattato a rendimenti spesso superiori all’8% nel 2024 secondo dati di mercato Bloomberg. Comprensione delle clausole di call, trigger e meccanismi di write-down è essenziale.

Governativi lunghi e indicizzati all’inflazione

Scadenze molto lunghe aumentano il rendimento rispetto al breve termine ma espongono a forte rischio tassi. Il 2022 ha mostrato perdite rilevanti sui panieri globali obbligazionari (indice Bloomberg Global Aggregate in calo a doppia cifra), a riprova del rischio di duration. I titoli indicizzati all’inflazione offrono rendimento reale – in area euro i BTP€i e i BTP Italia forniscono una protezione parziale dal carovita, con valore dipendente dall’indice dei prezzi e dal profilo reale dei tassi (fonte: BCE e Banca d’Italia).

Come selezionare e gestire il rischio

La ricerca di rendimento richiede coerenza con obiettivi, orizzonte e capacità di sopportare oscillazioni di prezzo. Controlli pratici utili:

  • Diversificazione: per emittente, settore e area geografica.
  • Duration e curva: scegliere scadenze adatte all’orizzonte.
  • Copertura valutaria: valutare l’hedging per bond in valuta estera.
  • Liquidità: preferire emissioni ed ETF con volumi e spread contenuti.
  • Costi: TER degli ETF high yield/emergenti tipicamente 0,35-0,65% annui.
  • Fiscalità italiana: interessi su titoli di Stato italiani ed equiparati tassati al 12,5%, cedole e plusvalenze su corporate ed emissioni non equiparate al 26%. Verifica specifiche del singolo strumento ed eventuali ritenute alla fonte estere.

Punti chiave e prossimi passi

Le obbligazioni con maggior rendimento si concentrano in segmenti con rischio più elevato – high yield, emergenti e subordinati – o su scadenze molto lunghe. Dati storici di BCE, Moody’s, J.P. Morgan e ICE mostrano che il premio di rendimento riflette credito, duration, liquidità e fattore valuta. Un approccio prudente prevede definizione degli obiettivi, selezione di strumenti diversificati – ETF o singole emissioni di qualità analizzate – e ingressi graduali per ridurre il rischio di timing. Monitoraggio periodico di spread, default rate e scenario macro aiuta a mantenere il portafoglio allineato al profilo dell’investitore.

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