Obbligazioni garantite dallo Stato

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Quando si parla di obbligazioni garantite dallo Stato si fa riferimento a titoli di debito emessi da banche o società, il cui rimborso di capitale e interessi è assistito da una garanzia esplicita di un governo. Questa categoria è diversa dai titoli di Stato puri – come BTP o BOT – perché l’emittente non è il Tesoro, ma un soggetto privato o pubblico che beneficia della copertura statale. Lo strumento può interessare chi desidera un profilo di rischio-rendimento intermedio: maggiore sicurezza rispetto a un’emissione corporate tradizionale, ma diversa da un BTP per rischio, tassazione e liquidità.

Cosa sono e come funzionano

La garanzia statale è normalmente disciplinata da decreti e contratti che la definiscono come esplicita, irrevocabile e incondizionata, entro limiti e condizioni riportati nel prospetto. In Italia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha attivato in passato schemi di garanzia su passività bancarie nei periodi di stress di mercato – ad esempio con il Decreto-Legge 185/2008 – mentre durante l’emergenza Covid-19 SACE, con il programma Garanzia Italia previsto dal Decreto-Legge 23/2020, ha potuto garantire anche emissioni di mercato di alcune imprese. La garanzia trasferisce gran parte del rischio di credito dall’emittente al garante sovrano, restando comunque soggetta a termini, scadenze di ammissibilità e requisiti indicati in documentazione.

Differenze con BTP e covered bond

I BTP sono debito diretto dello Stato e godono di tassazione agevolata al 12,5% in Italia. Le obbligazioni garantite dallo Stato non sono debito del Tesoro e sono tassate al 26% come i corporate bond. I covered bond, invece, sono garantiti da un cover pool di attivi segregati e non prevedono garanzia sovrana. Per l’investitore, le tre categorie hanno profili di rischio, liquidità e trattamento fiscale differenti.

Chi le emette e quando vengono usate

Tipicamente le emettono banche e, in specifici contesti, anche società industriali o di servizi. Queste emissioni si vedono soprattutto in fasi di tensione finanziaria per contenere il costo della raccolta e ripristinare la fiducia del mercato. A livello europeo, le linee guida sugli aiuti di Stato al settore bancario (Comunicazione della Commissione 2013/C 216/01) hanno inquadrato l’uso delle garanzie pubbliche su passività di banche in modo temporaneo e mirato. Nel prospetto informativo sono sempre indicati beneficiario, natura, durata e ambito della garanzia.

Dati e rating

Le agenzie di rating – secondo metodologie pubbliche di Moody’s e S&P – tendono ad allineare il rating dell’obbligazione al merito di credito del garante quando la garanzia è piena, irrevocabile e operativa su capitale e interessi. La metrica di rischio dell’investitore converge quindi verso il rischio sovrano, restando rilevanti elementi legali e di struttura dell’operazione.

Rischi, costi e fiscalità

Il rischio principale diventa quello del Paese garante. Persistono però rischi di tasso, prezzo e liquidità, oltre a rischi contrattuali: limiti temporali della garanzia, eventi di decadenza, requisiti di eleggibilità dei titoli. La garanzia ha un costo per l’emittente – una commissione – che può riflettersi sul livello del coupon. Per il retail italiano, interessi e plusvalenze sono tassati al 26% e si applica l’imposta di bollo sul dossier titoli (0,2% annuo). La fiscalità dei titoli di Stato rimane distinta e più favorevole.

Dove comprarle e a chi si rivolgono

Alcune emissioni sono quotate su MOT o EuroTLX, altre sono collocate OTC tramite banche e private banking, con tagli minimi variabili. Lo strumento può essere adatto a chi cerca rendimento superiore ai BTP a parità di scadenza accettando un rischio concentrato sullo Stato garante e minore liquidità rispetto ai titoli di Stato benchmark.

Punti chiave e valutazioni operative

  • Che cosa sono – Obbligazioni di emittenti non sovrani con garanzia pubblica esplicita su capitale e interessi.
  • Chi interviene – MEF e SACE in Italia, secondo decreti e programmi dedicati.
  • Quando hanno senso – Fasi di mercato tese o progetti corporate che richiedono un miglioramento del profilo di credito.
  • Perché considerarle – Rischio di credito ridotto rispetto all’emittente originario, ma diverso dai BTP per tassazione e liquidità.
  • Come valutare – Leggere prospetto e supplementi: clausole della garanzia, durata, eventi di escussione, rating, calendario cedole, taglio minimo, sede di negoziazione.
  • Attenzione a – Rischio sovrano, possibili finestre temporali della garanzia, spread denaro-lettera, costi di negoziazione.

Prima di investire conviene verificare l’effettiva estensione della garanzia nel KID e nel prospetto, controllare il merito di credito dello Stato garante e confrontare il rendimento con alternative come BTP, covered bond ed ETF obbligazionari di pari durata e rischio.

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