Le obbligazioni senza cedola sono strumenti semplici da comprendere e utili per pianificare obiettivi a data certa. In Italia rientrano in questa categoria i BOT e i CTZ del Tesoro, oltre a vari titoli esteri e ai cosiddetti STRIPS. L’assenza di cedole rende più trasparente il rendimento atteso, ma comporta anche una maggiore sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse. Di seguito come funzionano, quando possono essere utili e quali rischi valutare.
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Cosa sono e come funzionano
Un titolo zero-coupon si acquista a sconto rispetto al valore di rimborso e non paga cedole intermedie: l’unico flusso per l’investitore è la differenza tra il prezzo di acquisto e i 100 rimborsati a scadenza. In Italia, il MEF – Dipartimento del Tesoro classifica BOT (3, 6, 12 mesi) e CTZ (24 mesi) come titoli senza cedola; definizioni e caratteristiche sono disponibili sui siti del MEF e della Banca d’Italia. Esistono anche zero-coupon esteri e titoli “strippati”, ottenuti separando capitale e cedole di obbligazioni tradizionali (ad esempio BTP STRIPS).
Esempio numerico semplice
Se un titolo zero-coupon con scadenza a 3 anni si acquista a 90 e rimborsa 100, il rendimento annuo composto approssimativo è pari a ((100/90) elevato alla potenza di un terzo) meno 1, cioè circa 3,56%. L’assenza di cedole elimina il rischio di reinvestimento: il rendimento dipende solo dal prezzo pagato e dal tempo fino alla scadenza.
Perché interessano a risparmiatori ed emittenti
Questi titoli sono impiegati da investitori privati per obiettivi con una data precisa (spese scolastiche, anticipo casa) e da istituzionali per gestire sensibilità ai tassi. Gli emittenti li usano per razionalizzare il profilo dei flussi di cassa, concentrando il rimborso al termine.
- Vantaggi: struttura lineare dei flussi, assenza di rischio di reinvestimento, utilizzo per coperture e per la costruzione di scadenze definite.
- Rischi: elevata sensibilità ai tassi (durata finanziaria pari alla scadenza), volatilità dei prezzi più marcata rispetto a titoli con cedola, rischio emittente e di liquidità.
- Tassazione: per i titoli di Stato italiani ed equiparati l’aliquota è 12,5% sui proventi (D.Lgs. 239/1996); per emittenti corporate o non equiparati si applica generalmente il 26%. Sui dossier titoli in Italia si applica l’imposta di bollo dello 0,2% annuo (DL 201/2011).
Durata e rischio tasso
La duration di un titolo zero-coupon coincide con la sua scadenza in anni. Ciò implica che, per una variazione dei tassi di 1 punto percentuale, la variazione percentuale del prezzo è approssimativamente pari alla durata moltiplicata per tale variazione. Esempio: uno zero-coupon a 5 anni può perdere circa il 5% se i rendimenti di mercato salgono di 1 punto, e viceversa. Questo profilo lo rende adatto a chi desidera un’esposizione diretta alle oscillazioni dei tassi.
Dove si trovano e come si comprano
Per i risparmiatori italiani, BOT e CTZ si sottoscrivono in asta tramite banca o posta e si negoziano sul MOT di Borsa Italiana. Sul mercato internazionale sono disponibili zero-coupon governativi e corporate, oltre a STRIPS di titoli sovrani. Molti ETF replicano panieri di zero-coupon – spesso su Treasury USA – anche in versione con copertura valutaria in euro; il prospetto fornisce informazioni su costi, rischio di cambio e indice replicato.
Quando hanno senso in portafoglio
- Obiettivi a data certa: la certezza del rimborso a 100 allineata alla scadenza dell’esigenza finanziaria.
- Vista macro sui tassi: posizionamento tattico se si prevede un calo dei rendimenti, data l’alta sensibilità dei prezzi.
- Liability matching: copertura di impegni futuri noti da parte di casse e fondi.
- Diversificazione: completamento della curva delle scadenze in combinazione con titoli a cedola.
Punti chiave per l’investitore
Le obbligazioni senza cedola offrono semplicità e prevedibilità dei flussi, con tassazione favorevole per i titoli di Stato italiani. La controparte è un rischio tasso più elevato, poiché la durata coincide con la scadenza. La scelta tra BOT, CTZ, STRIPS o ETF dipende da orizzonte temporale, liquidità desiderata, regime fiscale e view sui tassi. Verificare sempre il merito di credito dell’emittente, i costi di negoziazione e, nel caso degli ETF, la politica di replica e l’eventuale copertura valutaria. Informazioni ufficiali e caratteristiche tecniche sono disponibili presso MEF, Banca d’Italia e Borsa Italiana, utili per valutazioni consapevoli in un portafoglio obbligazionario.

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