80 miliardi di EUR in obbligazioni dell’UE nella seconda metà del 2026

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80 miliardi di EUR in obbligazioni dell'UE nella seconda metà del 2026

La notizia è stata pubblicata sui portali delle istituzioni: la Commissione Europea vuole emettere fino a 80 miliardi di euro di obbligazioni UE nella seconda metà del 2026. Raggiungendo un totale di 180 miliardi per tutto il 2026, rispettando le previsioni annunciate l’anno precedente.

L’obiettivo di quest’operazione è quello di ottenere i capitali necessari per raggiungere gli obiettivi politici e strategici dell’Unione Europea come, ad esempio, finanziare l’Ucraina e sostenere gli stati membri rispetto al programma NextGenerationEU. Senza dimenticare i fondi destinati agli investimenti nell’ambito della difesa e della sicurezza europea. Che è un argomento particolarmente centrale in questo periodo.

Il contesto operativo delle obbligazioni

Quali sono i numeri del mercato obbligazionario che ruota intorno al lavoro dell’Unione Europea? Dalla metà del 2021, la Commissione ha finora erogato oltre 241,8 miliardi di euro in sovvenzioni e 166 miliardi in prestiti agli Stati membri dell’UE nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

obbligazioni europee
Evoluzioni delle obbligazioni europee.

Ma lo strumento delle obbligazioni a marchio unico, anziché obbligazioni etichettate per singoli programmi, è uno strumento recente. Nello specifico, è dal gennaio 2023 che la Commissione Europea si muove in questo modo.

Come avverrà l’emissione delle obbligazioni?

Combinando titoli a lungo termine (EU-Bonds) e strumenti a breve termine. Il meccanismo è stato illustrato in modo chiaro dall’articolo pubblicato su la Repubblica. Inoltre, le aste sono basate su 4 finestre per sindacati bancari e 6 appuntamenti principali di EU-Bonds distribuite nel semestre.

Verranno lanciate o riaperte linee di debito benchmark su scadenze a 3, 5, 15 e 30 anni e proseguirà anche il programma dei NextGenerationEU Green Bonds attraverso la riapertura di obbligazioni verdi già esistenti. Anche per questo motivo, l’Europa è un punto di riferimento per chi vuole costruire un portafoglio di investimenti sostenibili, con un’impronta etica ben evidente.

Perché queste obbligazioni sono importanti?

Per gli investitori, sia istituzionali che privati, gli EU-Bonds offrono caratteristiche fondamentali. Come, ad esempio, la massima qualità creditizia con un rating pari ad AAA/AA+ e sul sito commission.europa.eu puoi trovare tutti i riferimenti ufficiali per una valutazione.

Le obbligazioni UE sono garantite dal bilancio dell’Unione e dagli Stati membri, con un livello di rischio di insolvenza bassissimo.

Tutto questo non si scontra con la convenienza dell’investimento: offrono una sicurezza quasi identica ai titoli Bund tedeschi, ma gli EU-Bonds pagano un rendimento più alto, almeno in linea di massima.

Le obbligazioni UE sono un bene rifugio?

La domanda è giustificata dall’euforia con la quale introduciamo questo argomento. Molti analisti considerano gli EU-Bonds alla base di queste nuove obbligazioni come un asset sicuro e conveniente, un vero e proprio bene rifugio come suggerisce il titolo di questo studio. L’articolo conferma che i titoli dell’UE hanno le caratteristiche tipiche dei safe asset.

Perché nei periodi di stress finanziario e alta incertezza di mercato registrano una solida domanda da parte degli investitori. L’ampia offerta di EU-Bonds emessi con il programma NextGenerationEU ha permesso alle obbligazioni di confermare la propria posizione: non ci sono state ripercussioni sulla liquidità.

Queste obbligazioni sono un asset sicuro e liquido nell’Eurozona, al pari dei Bund tedeschi o dei US Treasuries. Ma a differenza di quest’ultimi strumenti l’UE non ha un programma permanente di emissione di debito a tempo indeterminato.

Senza un’emissione continua e prevedibile sul lunghissimo periodo, è difficile per l’UE creare un vero safe asset in grado di competere con il debito statunitense. In sintesi, le obbligazioni UE non sono ancora un vero equivalente dei Treasuries americani a causa della frammentazione fiscale dell’Eurozona e della loro natura giuridica temporanea.

Conviene o no investire su questo fronte?

Come tutti gli strumenti a disposizione, anche le obbligazioni dell’UE emesse nella seconda metà del 2026 hanno punti di forza e di debolezza. Quindi, vanno inserite o meno in un portafoglio diversificato?

La risposta può arrivare solo dopo aver analizzato insieme a un consulente specializzato le tue risorse, i tuoi obiettivi e le aspettative che hai verso il tuo patrimonio. Di sicuro parliamo di uno strumento funzionale ma che deve essere integrato al meglio con tutti gli altri a disposizione.

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