Bond perpetuo

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I bond perpetui sono obbligazioni senza scadenza che pagano una cedola potenzialmente per sempre, salvo eventi di default o rimborso anticipato da parte dell’emittente. Strumenti di nicchia ma non marginali, hanno riacceso l’attenzione degli investitori dopo anni di tassi in rialzo e dopo gli episodi che hanno coinvolto strumenti ibridi bancari. Comprendere struttura, rischi e ruolo in portafoglio è essenziale prima di valutarne l’acquisto.

Cos’è un bond perpetuo

Un bond perpetuo – detto anche obbligazione perpetua o perpetual bond – non prevede una data di rimborso del capitale. L’investitore incassa cedole periodiche finché l’emittente è in bonis e onora i pagamenti. In molti casi lo strumento è “ibrido”: subordinato, con possibilità per l’emittente di sospendere la cedola e con opzioni di rimborso anticipato. Storicamente, i “consols” britannici sono il caso più famoso: il Regno Unito ha estinto le ultime emissioni storiche nel 2014-2015, chiudendo un capitolo durato oltre due secoli, come ricordato dall’UK Debt Management Office.

Chi li emette e perché

Emittenti tipici sono banche e assicurazioni, che usano i perpetui per rafforzare il capitale regolamentare (strumenti AT1 per le banche, RT1 per le assicurazioni). Esistono anche ibridi corporate emessi da utility, telecom e grandi industriali per ottimizzare la struttura del capitale. Per gli emittenti il vantaggio è contabile-regolamentare: parte di queste emissioni è trattata in quota capitale e non come puro debito.

Dove si negoziano

I bond perpetui si scambiano principalmente OTC sul mercato internazionale e, in alcuni casi, sono quotati su listini come Lussemburgo, Euronext o Borsa di Vienna. I tagli minimi variano molto – spesso 100.000 euro – elemento che impatta l’accessibilità e la liquidità per il retail.

Prezzo, cedola e opzioni contrattuali

Il prezzo di un perpetuo riflette la cedola fissata all’emissione, il rendimento richiesto dal mercato, la qualità dell’emittente e le clausole contrattuali. Molti hanno una prima data di “call” e, talvolta, un meccanismo di “reset” della cedola: alla prima call, se non vengono rimborsati, la cedola si ricalcola su un tasso di riferimento di mercato più uno spread predeterminato. La presenza di step-up o reset influisce sensibilmente sulla valutazione.

Duration e sensibilità ai tassi

Un perpetuo è molto sensibile ai tassi. Una regola pratica nota in finanza indica che la duration modificata di una rendita perpetua è circa pari a 1/y, dove y è il rendimento. Esempio: a un rendimento del 4% la sensibilità è intorno a 25, a un 2% sale verso 50. Piccoli movimenti dei tassi possono quindi produrre ampie variazioni di prezzo, soprattutto quando i rendimenti di mercato sono bassi.

Call, reset e rischio di estensione

La call consente all’emittente di rimborsare alla pari in date prefissate. Il mercato tende a prezzare l’aspettativa di call; se non avviene, l’obbligazione “si estende” e può scendere di prezzo. La struttura di reset – ad esempio tasso swap a 5 anni più spread – influisce sulla probabilità di call: se il reset implicherebbe una cedola più cara per l’emittente, la call diventa più probabile.

Rischi principali da valutare

Il profilo di rischio è elevato rispetto a obbligazioni senior tradizionali. Alcuni fattori meritano attenzione particolare, anche alla luce di episodi recenti sui mercati.

  • Rischio tasso – Elevata duration effettiva, con forte volatilità al variare dei rendimenti.
  • Rischio di credito e subordinazione – In caso di stress, i perpetui sono dietro alle obbligazioni senior nella gerarchia dei rimborsi.
  • Sospensione cedola – Molti contratti consentono la sospensione discrezionale o obbligatoria delle cedole, spesso non cumulativa per gli AT1.
  • Bail-in e perdita permanente – Gli strumenti AT1 possono essere convertiti in azioni o azzerati al verificarsi di trigger prudenziali. Nel marzo 2023, l’autorità svizzera FINMA ha disposto l’azzeramento di circa 16 miliardi di franchi di AT1 di Credit Suisse, evento ampiamente documentato dalle autorità e dalla stampa finanziaria.
  • Rischio di estensione – Manca la garanzia di rimborso alla prima call; il titolo può restare in circolazione a cedola ricalcolata, con impatto sui prezzi.
  • Liquidità – Spread denaro-lettera ampi, soprattutto su emissioni piccole o in fasi di mercato avverse.
  • Rischio cambio – Emissioni frequenti in USD, GBP o CHF; l’investitore in euro è esposto alla volatilità valutaria salvo copertura.

Contesto di mercato e dimensioni del segmento

Il segmento più rilevante dei perpetui è quello bancario AT1. La Banca dei Regolamenti Internazionali ha analizzato il ruolo strutturale di questi strumenti nel capitale delle banche globali, evidenziandone funzione e rischi. Dopo la volatilità del 2023, il mercato primario europeo ha visto nuove emissioni e riaperture da parte di gruppi bancari solidi, segnale di normalizzazione graduale secondo varie case di ricerca e autorità di vigilanza.

Aspetti fiscali per l’investitore italiano

Per il retail italiano, le cedole e le plusvalenze dei bond perpetui di emittenti privati scontano di norma l’aliquota del 26%. I titoli non governativi non beneficiano dell’aliquota agevolata al 12,5% prevista per BOT e BTP. Si applica l’imposta di bollo sul dossier titoli pari allo 0,2% annuo. Trattandosi spesso di emissioni estere, possono intervenire ritenute alla fonte e regole specifiche a seconda dell’intermediario; un controllo preliminare del regime fiscale effettivo è indispensabile.

Quando ha senso considerarli

Un bond perpetuo può trovare spazio in portafogli con orizzonte lungo e tolleranza a volatilità e rischio di credito, come componente satellite a rendimenti potenzialmente più elevati. Strumenti simili non sono adatti a esigenze di liquidità a breve termine. Una due diligence approfondita sul prospetto è cruciale per capire clausole, trigger e priorità in caso di stress.

  • Preferenza per emittenti solidi e ben capitalizzati.
  • Strutture comprensibili – call e reset chiari, assenza di complessità ridondanti.
  • Diversificazione per emittente, settore e valuta.
  • Coerenza con obiettivi, orizzonte e profilo di rischio dell’investitore.

Punti chiave per decidere

Un bond perpetuo offre cedole potenzialmente stabili ma concentra rischi di tasso, subordinazione e complessità contrattuale. L’esperienza dei consols britannici – estinti dal Tesoro UK nel 2014-2015 – ricorda che anche strumenti “perpetui” possono essere rimborsati unilateralmente, mentre il caso Credit Suisse ha mostrato la possibilità di perdite integrali sugli AT1. Valutare attentamente rendimento atteso, sensività ai tassi e clausole di call-reset aiuta a evitare sorprese. Un approccio prudente privilegia la qualità dell’emittente, la comprensione dei documenti di offerta e un’esposizione dimensionata nell’ambito della strategia complessiva.

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2 risposte a “Bond perpetuo”

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