Obbligazioni bancarie subordinate

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Rendimenti più alti e rischi non trascurabili: le obbligazioni bancarie subordinate attraggono investitori alla ricerca di cedole generose, ma richiedono consapevolezza su struttura, gerarchia di rimborso e regole di vigilanza. Emittenti tipici sono banche italiane ed europee, che le utilizzano per rafforzare il capitale regolamentare. Chi valuta un acquisto deve capire cosa compra, quando i flussi possono essere sospesi, dove questi titoli sono negoziati e perché offrono un extra-rendimento rispetto alle obbligazioni senior.

Cosa sono le obbligazioni bancarie subordinate

Si tratta di titoli di debito che, in caso di crisi dell’emittente, vengono rimborsati dopo altre categorie di obbligazioni. Servono a soddisfare requisiti di capitale previsti da Basilea e dalla normativa europea. Offrono in genere cedole più alte per compensare il maggior rischio, con caratteristiche contrattuali che possono includere call, reset del tasso e meccanismi di assorbimento perdite.

Tipologie principali: Additional Tier 1 e Tier 2

  • Additional Tier 1 (AT1 o CoCo) – titoli perpetui con facoltà di call di solito dopo 5 anni. La cedola è discrezionale e può essere cancellata dall’emittente o limitata dalla vigilanza se non ci sono utili distribuibili o se scattano vincoli regolamentari come il buffer MDA. Possono prevedere conversione in azioni o write-down al verificarsi di trigger di capitale o al punto di non-vitalità.
  • Tier 2obbligazioni con scadenze lunghe (spesso 10 anni) e possibile call intermedia. La cedola è contrattualmente dovuta, ma il rimborso è subordinato e i titoli partecipano alle perdite in risoluzione prima del debito senior. Concorrono al totale di passività idonee richieste da MREL.

Nel mercato euro molte emissioni hanno taglio minimo elevato – spesso 100.000 o 200.000 euro – e una parte significativa è quotata su sedi come Lussemburgo, MOT o EuroTLX, con liquidità variabile.

Gerarchia di assorbimento perdite e bail-in

La direttiva BRRD, applicata in UE dal 2016, stabilisce l’ordine di assorbimento perdite: azionisti, poi AT1, quindi Tier 2, a seguire debito senior non-preferred e senior preferred, con i depositi garantiti fino a 100.000 euro esclusi dal bail-in. Dopo l’azzeramento di 16 miliardi di franchi svizzeri di AT1 nel caso Credit Suisse a marzo 2023, EBA, SRB e BCE hanno ribadito che nell’Unione Europea la gerarchia tutela la precedenza delle azioni sugli AT1 e dei Tier 2 sui titoli senior.

Impatto pratico per chi investe

  • Volatilità elevata, soprattutto sugli AT1, con prezzi sensibili a notizie regolamentari e di bilancio.
  • Rischio cedola – sugli AT1 può essere cancellata, non cumulativa.
  • Rischio call e reset – mancato richiamo può cambiare il rendimento effettivo.
  • Liquidità variabile e spread denaro-lettera ampi nelle fasi di stress.
  • Fisco Italia – interessi e plusvalenze tassati al 26% come per le altre obbligazioni.

Quando possono avere senso in portafoglio

Strumenti destinati a investitori consapevoli, con orizzonte di medio-lungo periodo, capacità di sopportare drawdown e necessità di diversificare oltre titoli di Stato e senior. Possono essere considerati per ottenere premio al rischio rispetto ai senior, bilanciando con liquidità e asset meno volatili. Un approccio diversificato per emittente, area geografica e struttura può ridurre il rischio specifico. Esistono anche ETF specializzati su AT1 che offrono diversificazione ampia, pur mantenendo il profilo di rischio di questa classe.

Metriche da monitorare prima dell’acquisto

  • Solidità patrimoniale – CET1 ratio e distanza dai requisiti SREP e dal buffer MDA.
  • MREL e struttura passiva – eventuali shortfall possono influire sulla strategia di funding.
  • Liquidità regolamentare – LCR e NSFR indicano resilienza di breve e medio termine.
  • Term sheet – trigger, clausole PONV, step-up, call e regole di sostituzione.
  • Rating e outlook – utile come metrica sintetica del rischio creditizio.

Punti chiave per l’investitore

  • Le obbligazioni bancarie subordinate offrono rendimento più alto perché assorbono perdite prima del debito senior.
  • La normativa UE – BRRD, MREL – e la vigilanza BCE definiscono la gerarchia e possono incidere su cedole e rimborso.
  • AT1 sono più rischiose dei Tier 2 per cedola discrezionale, perpetuità e meccanismi di assorbimento.
  • Dopo il caso Credit Suisse, le autorità UE hanno confermato la priorità di azioni su AT1 e di AT1 su Tier 2.
  • Valutare emittente, clausole e liquidità è essenziale; la dimensione in portafoglio va calibrata sul profilo di rischio personale.

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3 risposte a “Obbligazioni bancarie subordinate”

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